I mercati delle equity, soprattutto negli Stati Uniti, sono la forza principale che ha generato flussi macro nelle prime 6 settimane dell’anno nuovo. Una combinazione di profitti superiori al previsto e di un’occupazione robusta, ha fatto ritornare i capitali nei mercati USA. Le buone notizie hanno portato un po’ di calma che allevia le tensione legate alla crisi del debito dell’UE. Il cauto ottimismo ha rimesso in moto i mercati delle equity, e le banche centrali mondiali continuano a mantenere i tassi d’interesse ai minimi storici.
I dati dell’economia statunitense per l’inizio dell’anno sono rassicuranti. Il saldo delle buste paga nel settore non agricolo (non-farm payroll) di 234.000, appoggiato da un tasso di disoccupazione del 8,3%, è stato confermato da una diminuzione delle domande di disoccupazione. Le domande di disoccupazione sono rimaste sotto i 400.000 per gli ultimi 6 mesi, che dovrebbe essere pari alla crescita media del saldo delle buste paga dicirca 200.000 al mese.
I dati economici degli USA continueranno a incitare al rischio, e ci si aspetta un forte aumento nelle vendite al dettaglio a febbraio. Il consenso attuale è di una crescita mensile del 0,6%, dopo la crescita del 0,1% a dicembre. Ciò nonostante, la crescita nel mese di gennaio delle vendite nelle catene di negozi e la le misure settimanali dell’inizio del mese, assieme all’aumento del 5% nelle vendite di autovetture, implicano un rischio con accezzione positiva in mercati che hanno buone prospettive. Il TIC report di dicembre sarà anch’esso importante per notare cambiamenti nelle composizioni dei flussi globali del dollaro.
In Europa, la situazione è cupa nonostante gli sforzi dell’UE e della Grecia di trovare un accordo. A breve termine, l’Euro potrebbe continuare a rimettersi in forma mentre i short vengono ulteriormente espulsi dal mercato. Sebbene a breve termine l’eurozona potrebbe avere ancora un po’ di benzina nel serbatoio, i profitti sono limitati finché il mercato obbligazionario non si rimette in piedi. Italia, Germania, Francia, Belgio e Portogallo sono tutti in lista per stabilire il debito settimana prossima. Allo stesso tempo, settimana prossima avremo il PIL dell’eurozona per l’ultimo trimestre, per il quale le aspettative sono del -0,4%.
Dopo aver espanso il QE di 50 miliardi di sterline, come ci si aspettava, l’attenzione degli investitori ora è puntata verso il rapporto sull’inflazione della Banca d’Inghilterra. A questo punto, la preoccupazione principale per chi stabilisce la politica sembra essere che le condizioni del credito continuano ad essere strette mentre le riserve di denaro continuano a diminuire. Inoltre, i mercati osserveranno il rapporto di inflazione dal MPC sulle aspettative dell’inflazione per i prossimi anni. L’MPC continua a prevedere un’inflazione al di sotto del target del 2% per i prossimi due anni, e il rischio di un ulteriore QE aumenterà lo stallo attuale dell’economia.
Con gli USA e il Regno Unito che continuano a immettere soldi nel sistema, e la Cina che probabilmente continuerà ad alleviare tassi e riserve, le borse delle equity tenderanno a salire nonostante le preoccupazioni dell’Europa. I tecnici dei mercati statunitendi puntano a livelli molto più alti in un’economia in accelerazione. Molti professionisti nella gestione di fondi hanno investito poco nei mercati USA, fattore che eventualmente spingerà più soldi nelle equity.
