Come tutte le opzioni binarie, le opzioni binarie su titoli sono in sostanza un contratto tra un compratore e un venditore che conferisce al compratore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o di vendere un particolare asset (anche detto asset sottostante) prima o in corrispondenza del tempo di scadenza dell’opzione, a un prezzo concordato che viene chiamato prezzo d’esercizio. In cambio della concessione dell’opzione, il venditore riceve un pagamento dal compratore. Un’opzione call dà al compratore il diritto di acquistare l’asset sottostante, mentre un’opzione put dà al compratore dell’opzione il diritto di vendere l’asset sottostante.
Naturalmente ci sono alcune differenze, e sono proprio queste a determinare la ragione per cui sempre più persone interessate alla negoziazione di titoli impiegano le opzioni binarie quale mezzo per integrare e spesso sostituire le loro attuali attività di trading nei mercati di titoli.
Tra queste differenze riveste non poca importanza il fatto che, diversamente dal trading di opzioni tradizionali, la negoziazione di opzioni binarie su titoli comporta un rischio definito al momento dello scambio. Nel trading di opzioni binarie, infatti, l’eventuale perdita subita non è mai superiore all’importo investito. Inoltre, come con tutte le opzioni binarie, il profitto è noto al momento dello scambio, e il trader deve solo decidere in quale direzione si muoverà il prezzo del titolo in questione. I profitti generati si aggirano di solito tra 65% e 81%, a seconda del broker presso il quale si è effettuata l’operazione e del titolo selezionato; queste entrate, inoltre, possono essere realizzate in tempi brevissimi a seconda del momento di scadenza delle opzioni.
A questo punto è chiaro il motivo per cui molti trader interessati alla negoziazione di titoli, che siano esperti o alle prime armi, si servono delle opzioni binarie per le loro operazioni e riescono grazie ed esse a realizzare buoni profitti.
